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Ceronetti, un ricordo

Ceronetti, un ricordo

Conoscevo da tempo l’opera letteraria di Guido Ceronetti che apprezzavo per la qualità della scrittura, la grande erudizione, l’ironia e la assoluta singolarità e genialità di visione della realtà contemporanea. Per questo fui davvero entusiasta quando Tonino Conte e Maria De Barbieri mi telefonarono per comunicarmi che Ceronetti voleva lasciare al Museo Biblioteca dell’Attore di Genova la sua biblioteca teatrale e che desiderava un incontro per discutere le modalità del lascito. Partii subito per Cetona con Gian Domenico Ricaldone e mio figlio Francesco che ci conduceva all’incontro con il Maestro. Ci accolse con grande naturalezza e furono due giorni indimenticabili di colloqui e visite a quello che era il suo disordinatissimo archivio personale collocato in un deposito dove i suoi ricordi teatrali erano conservati o meglio accatastati in un particolare ordine mnemonico. Lui allora li fece rivivere nel suo Teatro e nella sua opera suonando su una pianola o organetto ambulante, cantando e recitando in tutte le innumeri lingue che conosceva ed esibendosi per noi in un indimenticabile e affascinante spettacolo privato. Naturalmente al rispetto e alla ammirazione fece seguito una affettuosa amicizia che ha legato in questi anni tutti noi del Museo a questo uomo straordinario che sorprendeva per la vastità dello spirito e per la fragilità della età e della corporatura. Paola, Danila e Gian Domenico hanno mantenuto con lui complicati contatti telefonici ed anche recentemente sono andati a trovarlo a Cetona. Dovevamo fare ancora una sua rappresentazione, ma purtroppo la faremo senza la sua presenza. Gli siamo però ancora riconoscenti per essere venuto da noi a Genova per dirigere un suo straordinario spettacolo nelle sale del Museo; un grande successo e credo che tutti i presenti, tra i quali molti dei rappresentanti ufficiali della cultura letteraria e teatrale della nostra Città, abbiano allora ben percepito quanto eccezionale e unico sia stato quell’ evento. Ci mancherà caro e grande Maestro, Le vogliamo e vorremo bene e ci piace pensare ad un suo spirito liberato dalle affaticanti limitazioni naturali e pronto a proseguire e ad approfondire senza vincoli il cammino dei suoi interessi umani e culturali.

Eugenio Pallestrini

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