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Teatrino Rissone

Visitabile presso il Museo di Sant’Agostino.

Costituito da un teatrino per marionette dell’Ottocento, è conservato completo del boccascena, un corredo di scenari (38 scene complete di fondali e quinte), mobilio e attrezzeria, 91 marionette (alte circa 40 cm), una ricca sartoria (costumi, calzature, cappelli), circa 30 copioni.

Per le caratteristiche delle marionette, fra cui le mani e i piedi di piombo, se ne è fatta risalire l’origine all’area del Veneto, Friuli Venezia Giulia, mentre numerose scene ricordano i pittori-scenografi che operarono per il Teatro alla Scala di Milano.

Le piccole dimensioni delle scene e delle marionette fanno supporre che fossero state costruite per un teatro privato, su ordinazione di qualche ricco e nobile signore. La documentazione che le accompagna, in particolare i copioni, parte del vestiario e dell’attrezzeria, nomi di testi e gestori, testimoniano però che quel teatrino agì in seguito, grazie ad impresari e marionettisti professionisti, a Modena, Bologna e altre località della zona.

Il teatrino venne acquistato, alla fine dell’Ottocento, da Vittorio Rissone, padre di Giuditta e Checco. “Lo comperò – raccontava Checco Rissone – pensando che un giorno, data la tradizione della nostra famiglia, qualcuno dei suoi discendenti avrebbe potuto, per scelta o per bisogno, diventare marionettista.” Così non fu. Nel 1982 Checco Rissone e Emi, figlia di Giuditta Rissone e Vittorio De Sica, decisero di donarlo al Museo Biblioteca dell’Attore.

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