Close

La Sedia dell’Attore

La Sedia dell’Attore

Sedia dell'AttoreIl Museo Biblioteca dell’Attore ospita nella Sala Govi la mostra di Graziella Menozzi dal titolo La Sedia dell’Attore.

L’inaugurazione si terrà mercoledì 14 aprile 2010 alle ore 17,30 alla presenza di Alessandra Gagliano Candela, Raimondo Sirotti, Leonardo Santoli e Eugenio Pallestrini.

La mostra – patrocinata da Teatro Stabile di Genova, Museo Biblioteca dell’Attore e Valore Liguria – resterà aperta fino a venerdì 7 maggio con i seguenti orari di visita: il lunedì dalle 15 alle 18, il mercoledì e il venerdì dalle 10 alle 13.

“La Sedia dell’Attore” è abbinata alla mostra Mascarade. Le maschere dell’arte a cura di Laura Villani su progetto di Leonardo Santoli e Giacomo Cavina, che si tiene in contemporanea nel Foyer del Teatro della Corte con inaugurazione giovedì 15 aprile 2010 alle ore 17,30.

Una sedia, molte vite
In un notissimo quadro di Vincent van Gogh è rappresentata la stanza dell’artista. E’ una stanza claustrofobica, nella quale gli oggetti sembrano dominare lo spazio: oltre al letto, ci sono due sedie, semplici come l’ambiente che le ospita, colorato dei colori del sud, ma paiono dotate di vita propria. Come le sedie di Graziella Menozzi Gemignani, che con la loro solitaria presenza diventano metafora dell’esistenza. Dalle poltroncine antiche, i “caregotti” della tradizione ligure, alle essenziali e trasparenti sedie di design, ogni sedia apre una visuale inusitata sul mondo. Sola o in compagnia, su fondo verde o rosso, a volte ripresa in un ambiente che si indovina familiare, attrae verso di sé, suggerisce una storia che lei sola potrebbe raccontare.

Può essere una storia di teatro, Pirandello o Dǚrrenmatt, una suggestione da Baudelaire, Bukowski, Joyce, oppure una vicenda quotidiana nella quale l’attore può essere chiunque. E’ una vera galleria quella che l’artista propone, con una gamma cromatica decisa, dai colori accesi al limite della realtà, dai tratti essenziali, nella quale molte esperienze artistiche sono state rivissute in una cifra personale, che offre emozioni sempre nuove. E’ uno sguardo che imprigiona l’attimo, uno scatto preciso, nitido, che cattura e conduce alla soglia del reale, maturo e sottile, ma sempre ricco di emozione. Come in un caleidoscopio, rivive un intero paesaggio interiore.
Alessandra Gagliano Candela

La sedia vuota
Leggere il mondo attraverso le diverse forme e posizioni della sedia (vuota). Da diversi anni Graziella Menozzi affronta quasi con testardaggine questo tema che mette in luce il nostro rapporto quotidiano con gli oggetti. Il mutare degli stessi appartiene al nostro modo di viverli, di affidare loro il nostro giornaliero trascorrere della vita, che in Marcel Proust era “il compito di percepire la realtà con estrema fedeltà sia al mutamento della stessa, sia al continuo tramutarsi dell’io che la rispecchia”.La metamorfosi si deve, quindi, al nostro mutevole approccio con le cose che, senza dubbio, cambiano forma e diventano significati di un pensiero legato all’esistenza. Uno specchio, insomma. In questa mostra Graziella Menozzi volge il suo costruire sedie significanti verso il teatro .Non vi è però invasione di campo verso la scenografia, ma l’evidente obiettivo di proporre una chiave di lettura di testi, personaggi, autori che si possa esplorare fra queste sedie così uguali e, nello stesso tempo, così diverse. Uguali perché appartengono ad un’unica visione simbolica del mondo, diverse perché ognuna subisce e nello stesso tempo esalta una metamorfosi formale cha Graziella Menozzi conduce con grande coerenza e creatività.
Raimondo Sirotti

Leggi tutte le notizie