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La musica e Brecht // Ciclo di incontri

Nel settantesimo anniversario dalla scomparsa del grande drammaturgo, il Museo Biblioteca dell’Attore propone un ciclo di conferenze sul tema a cura di Renata Ghiso

Fotografia di Jörg Kolbe (Bundesarchiv, Bild 183-W0409-300)

Mercoledì 22 aprile 2026 – ore 17:30
Renata Ghiso
Le donne di Brecht: musica e parole a delineare l’universo femminile del teatro brechtiano

Giovedì 7 maggio 2026 – ore 17:30
Maria Innocenza Runco

L’opera comune di Brecht e Weill: contestualizzazioni nel teatro musicale degli anni Venti e Trenta

Giovedì 28 maggio 2026 – ore 17:30
Silvia Magnani
Cantare Brecht: confronto di tecniche e modalità espressive della vocalità epica nel teatro brechtiano

Lunedì 21 settembre 2026 – ore 17:30
Alessandra Limetti
Brecht visto da Strehler: artisti al Piccolo Teatro di Milano

Giovedì 1 ottobre 2026 – ore 17:30
Roberto Iovino
Interpretare Brecht

Giovedì 22 ottobre 2026 – ore 17:30
Eugenio Buonaccorsi
Parole e musica in Bertolt Brecht

Ingresso libero fino a esaurimento posti
Info: Museo Biblioteca dell’Attore – 0105576085 – segreteria@cmba.it

Nella vita e sulla scena con Andrea Benfante e Anna Giarrocco – presentazione del libro al Museo Biblioteca dell’Attore

Giovedì 15 ottobre, alle ore 17:30, la sala conferenze del Museo Biblioteca dell’Attore (Via del Seminario 10, 4° piano) ospiterà la presentazione del libro “Nella vita e sulla scena: Dieci (più una!) storie diamore e di arte a due tra coppie celebri dello spettacolo”, scritto a quattro manida Andrea Benfante e Anna Giarrocco e pubblicato per Amazon.

Gli autori — attori, scrittori, produttori teatrali e fondatori della compagnia “Il Teatrino di Bisanzio” — dialogheranno con il pubblico raccontando la genesi diquesta pubblicazione. Il volume nasce dall’omonimo e fortunato programmaradiofonico, attualmente in onda in replica sulle frequenze di Radio SkyLab diVarazze (GE) (ogni domenica e mercoledì alle ore 19:00 per dieci settimane) ein vista di una futura distribuzione a livello nazionale.

L’appuntamento segna un nuovo capitolo nella ricca attività editoriale della coppia, di recente impegnata nella presentazione del nuovissimo romanzo noirgrottesco “ASMR – Autori Sull’orlo (di un) Matrimonio Rovinato”, scritto a sei mani con Massimo Villa, presentato al MOG lo scorso 29 settembre e pubblicato per All Around nella collana Flipper.

Il libro

“Nella vita e sulla scena” è un viaggio intenso e appassionante nei retroscena dello spettacolo, dove l’arte si fonde con la quotidianità di un “Duo” che ha scelto di condividere il proprio cammino sia privato che professionale. Attraverso dieci biografie di celebri coppie che, dopo essersi trovate, non si sono mai più lasciate — più una, quella degli stessi autori — Benfante e Giarrocco conducono il lettore oltre il sipario, svelando conflitti, passioni, trionfi e fragilità di artisti straordinari.

Più che un semplice saggio, l’opera si presenta come un vero e proprio “metalibro”: un dialogo intimo e brillante a tu per tu con il lettore, catapultato in luoghi ed epoche diverse come in un continuo viaggio nel tempo. A fare da filo conduttore sono proprio i confronti tra Andrea e Anna, che introducono i capitoli e creano un ponte ideale tra passato e presente.

Al termine dell’incontro si terrà il momento dedicato al firmacopie con la possibilità di acquistare il volume.

Sarà possibile assistere alla diretta YouTube al link: https://youtube.com/live/gwJf4FMTgc4?feature=share

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Info: Museo Biblioteca dell’Attore – 010 5576085 – 373.7438536

Lo sguardo del cinema sulla Genova che cambia. Quattro incontri a cura di Marco Salotti

Lo sguardo del cinema sulla Genova che cambia

Quattro incontri al Museo Biblioteca dell’Attore per il centenario della Grande Genova

Nel 2026 ricorrono i cento anni dalla nascita della Grande Genova, istituita nel 1926 con l’aggregazione dei comuni autonomi che avrebbero ridisegnato la dimensione urbana, amministrativa e sociale della città. Nell’ambito del programma culturale Genova e le trasformazioni urbane, il Museo Biblioteca dell’Attore propone il ciclo di incontri Lo sguardo del cinema sulla Genova che cambia, a cura di Marco Salotti.

Il progetto si svolgerà al Museo Biblioteca dell’Attore nei quattro mercoledì di ottobre — 7, 14, 21 e 28 ottobre 2026, sempre alle 17.30 — e sarà dedicato al modo in cui il cinema, di finzione e documentario, ha raccontato e registrato le trasformazioni di Genova, dei suoi quartieri, del porto e delle sue architetture.

La storia del cinema offre una documentazione diretta e indiretta della città che cambia: dagli spazi urbani riconoscibili nelle location dei film alle immagini documentarie dedicate al porto, all’industria, alle demolizioni, alle nuove infrastrutture e alla progressiva ridefinizione del territorio genovese.

Nel corso degli incontri, Marco Salotti dialogherà di volta in volta con Matteo Fochessati, con Leo Lecci ed Eugenio Pallestrini. Le conferenze saranno accompagnate dalla proiezione di spezzoni di film, documentari e materiali audiovisivi, con un commento interdisciplinare dedicato agli aspetti urbanistici, architettonici, storici e cinematografici.

Il percorso prenderà in esame materiali che attraversano oltre un secolo di immagini: dal primissimo filmato sulla città dei fratelli Lumière ai documentari conservati presso la Cineteca della Fondazione Ansaldo, dai materiali dello storico Gruppo Genovese dei Cineamatori ai programmi RAI curati da Salotti negli anni Ottanta. Accanto alla documentazione diretta delle trasformazioni urbane, il ciclo proporrà anche sequenze tratte da film di finzione ambientati o girati a Genova, nei quali la città diventa spazio narrativo, scenografia e paesaggio drammaturgico.

Da Sissignora a Le mura di Malapaga, da La tratta delle bianche a La banda Casaroli e Mare matto, il cinema ha mostrato una Genova capace di assumere volti diversi: melodramma, noir, commedia, poliziesco, racconto sociale. In altri casi, come in Interpol, gli esterni genovesi sono stati trasformati in luoghi di altre città, confermando la duttilità visiva e cinematografica del paesaggio urbano.

Tra i documentari e i materiali proposti figurano immagini dedicate al porto, alla stazione marittima, a Piazza della Vittoria, allo stabilimento Oscar Sinigaglia, alla demolizione di Piccapietra, alla costruzione della Sopraelevata, alle trasformazioni industriali del Ponente e al Porto antico.

Gli incontri si terranno presso il Museo Biblioteca dell’Attore, via del Seminario 10, Genova, quarto piano.

Il primo appuntamento affronterà il periodo che va dal cinema delle origini agli anni Trenta.

Sarà possibile seguire la diretta YouTube al link https://youtube.com/live/CkhzsYso_aU?feature=share

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Info: Museo Biblioteca dell’Attore – 010 5576085 – 373.7438536

Roberto Iovino racconta “Il mio Brecht”. Omaggio a Marco Sciaccaluga e Milva

Giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Biblioteca dell’Attore, si terrà la conferenza Il mio Brecht. Omaggio a due interpreti: Sciaccaluga & Milva, a cura di Roberto Iovino, storico della musica.

L’incontro, introdotto da Renata Ghiso, è il quinto appuntamento del ciclo La musica e Brecht.

La conferenza propone un percorso personale e critico intorno alla presenza di Brecht nella cultura teatrale e musicale del Novecento, attraverso l’omaggio a due interpreti che hanno attraversato, in modi diversi, l’universo brechtiano: Marco Sciaccaluga e Milva.

Roberto Iovino, nato a Genova nel 1953, è stato docente di Storia della musica presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova, istituto che ha diretto dal 2014 al 2018. Critico musicale, collabora con la Repubblica e con l’ANSA; ha fondato e dirige il giornale online di cultura e spettacolo L’invito.

Tra le sue pubblicazioni figurano numerosi studi dedicati alla musica e al teatro, tra cui Marco Sciaccaluga e il Teatro: vita di un minatore ostinato e Uccidete Calaf! – Articoli, scritti e testi teatrali sulla musica.

Stefano Geraci presenta «Chissà perché». Un itinerario nella drammaturgia di Čechov

Mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Biblioteca dell’Attore, si terrà la presentazione del libro «Chissà perché». Un itinerario nella drammaturgia di Čechov di Stefano Geraci, pubblicato da Bulzoni Editore (2026).

L’autore dialogherà con Alessandro Tinterri, direttore del Museo Biblioteca dell’Attore.

Letture a cura di Enrico Campanati.

Il volume propone un percorso attraverso il mondo letterario e teatrale di Anton Čechov, a partire da un nodo centrale della sua opera: il rapporto tra la scrittura narrativa e la forma drammatica. Čechov non scrisse mai il romanzo che a lungo aveva immaginato, ma i suoi drammi sembrano spesso modellare il tempo e le vite dei personaggi con la profondità e la continuità di un grande romanzo silenzioso. Attraverso racconti, lettere, appunti e materiali teatrali, il libro segue l’evoluzione della scrittura cechoviana fino ai grandi capolavori della maturità: Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi.

Stefano Geraci, già docente di discipline dello spettacolo presso l’Università di Roma Tre, ha lavorato come drammaturgo e docente di laboratori per attori in diversi teatri d’Italia e all’estero.

I classicismi nelle arti del Novecento. Laboratorio Malatestiano alla Rocca di Santarcangelo

Nei giorni 25 e 26 settembre 2026, presso la Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna, si è svolto il Laboratorio Malatestiano I classicismi nelle arti del Novecento. Non solo ritorni all’ordine, a cura di Flavia Gherardi, Loretta Innocenti e Massimo Visone.

L’iniziativa, promossa nell’ambito degli studi inter artes, ha affrontato il tema del classicismo novecentesco come fenomeno complesso, non riducibile alla sola formula del “ritorno all’ordine”. Letteratura, teatro, arti visive, musica, cinema e architettura sono stati messi in dialogo per indagare le diverse forme attraverso cui il Novecento ha rielaborato modelli, miti e tradizioni del passato.

Il Laboratorio ha riunito studiosi provenienti da ambiti disciplinari diversi, proponendo un confronto sui molteplici significati assunti dall’idea di “classico” nelle culture europee del primo Novecento: dalla ripresa dei modelli antichi alla loro reinvenzione moderna, dalle forme del neoclassicismo alle pratiche del pastiche, della parodia e della citazione.

Tra gli interventi anche quello di Alessandro Tinterri, direttore del Museo Biblioteca dell’Attore, dedicato ad Alberto Savinio classico sui generis.

La partecipazione al Laboratorio conferma l’attenzione del Museo Biblioteca dell’Attore per i percorsi di ricerca che intrecciano teatro, letteratura, arti visive, musica e cultura del Novecento, in una prospettiva di dialogo con istituzioni, studiosi e centri di ricerca attivi sul territorio nazionale.

Bertolt visto da Giorgio. Il teatro di Brecht al Piccolo Teatro di Milano diretto da Strehler

Dopo la pausa estiva, il Museo Biblioteca dell’Attore riprende le attività con il ciclo La musica e Brecht, dedicato al rapporto tra il teatro brechtiano, la voce, la musica e la scena.


Lunedì 21 settembre 2026 alle ore 17.30 si terrà la conferenza Bertolt visto da Giorgio. Il teatro di Brecht al Piccolo Teatro di Milano diretto da Strehler, a cura di Alessandra Limetti, attrice, critica ed esperta in vocologia artistica.

L’incontro sarà dedicato alla presenza di Brecht nel lavoro di Giorgio Strehler e nell’esperienza del Piccolo Teatro di Milano, uno dei luoghi decisivi per la ricezione e la messa in scena del teatro brechtiano in Italia.

Alessandra Limetti è attrice, giornalista pubblicista, iscritta all’Associazione Nazionale Critici di Teatro ed esperta in vocologia artistica. Collabora con diverse riviste a carattere culturale e con il quotidiano Alto Adige, per il quale cura le recensioni agli spettacoli teatrali.

Introduce Renata Ghiso.

L’appuntamento è il quarto incontro del ciclo La musica e Brecht.

Calendario dei prossimi incontri

Giovedì 1° ottobre 2026
Roberto Iovino
Il mio Brecht. Omaggio a due interpreti: Sciaccaluga & Milva

Giovedì 22 ottobre 2026
Eugenio Buonaccorsi
Parole e musica in Bertolt Brecht

Francesco nella narrazione spettacolare. Teatro, musica e nuovi media // III Rassegna di Teatro Sacro, San Miniato

La Festa del Teatro di San Miniato, giunta quest’anno all’ 80a edizione, si è aperta e chiusa con due spettacoli ispirati alla figura di Francesco di Assisi e al suo messaggio cristiano di pace.

Un appuntamento inevitabile, nell’VIII centenario della morte del Santo, che si rinnoverà con il Convegno dedicato a Francesco nella narrazione spettacolare. Teatro, musica e nuovi media.

Il Convegno nasce con il patrocinio del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che custodisce il Fondo Silvio d’Amico, primo fautore della sanminiatese Festa del Teatro, e dell’Accademia del Subasio di Assisi, che in ottobre organizzerà ad Assisi la prosecuzione del Convegno su San Francesco.

A partire dalle ore 16 di venerdì 18 e a proseguire nella mattinata di sabato 19 settembre si riuniranno a San Miniato studiosi e artisti per riflettere sulle connessioni del santo assisano con le forme più diverse di spettacolo.

Aprirà i lavori Andrea Mancini con una relazione dal titolo Da Copeau a Zanussi e oltre: Francesco alla Festa del Teatro, cui seguirà la relazione di Simone Marchesi, dell’Università di Princeton: Dante e lo spettacolo di Francesco: narrazione, azione, iconografia. L’attore Maximilian Nisi evocherà la sua esperienza sanminiatese con il regista Krzysztof Zanussi, mentre un altro attore, Samuele Chiovoloni, insieme con Fulvia Angeletti, anima del Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, illustreranno il loro recente spettacolo: Tre studi per una conversione: Weil, Congdon, Fo. A fine serata sarà inaugurato il nuovo museo che Nuovi Orizzonti ha dedicato a San Francesco, con le opere di Dilvo Lotti, Giulio Greco e Tropei, anche autore della monumentale pittura, che il Convento conserva da cinquant’anni e che verrà presentata ai partecipanti al convegno dai due figli di Tropei, Simone e  Maria Serena Marchesi

Nella mattinata di sabato alto e basso si alterneranno con la relazione di Gianni Poli su Il santo di Assisi poesia musica e parole Saint François d’Assise (Jeu radiophonique di William Auguet e Arthur Honegger) e quella di Andrea Scappa San Francesco nel repertorio della Compagnia D’Origlia-Palmi. A concludere due incursioni in territorio cinematografico con Marco Moretti, Il santo senza voce. Francesco e il cinema muto e Alessandro Tinterri, Il santo Francesco secondo il laico Savinio.

L’iniziativa nasce dalla volontà congiunta dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, dell’Accademia Properziana del Subasio di Assisi, che a ottobre ospiterà il Convegno sullo stesso tema, in prosecuzione ideale dell’anteprima sanminiatese, e del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che custodisce il Fondo Silvio d’Amico. Alla sua memoria, “maestro non perduto e non lontano” è dedicata la lapide nella chiesa di San Francesco, affissa nel 1955 all’indomani della sua prematura scomparsa per volontà dell’Istituto del Dramma Popolare, che riconobbe in lui il primo convinto sostenitore dell’iniziativa sanminiatese.

Programma delle giornate

Gianfranco Pedullà

Gianfranco Pedullà è morto nella notte del 20 agosto. Poco più di un anno fa era rimasto vittima di un gravissimo incidente automobilistico, sulla strada del suo teatro a Lastra a Signa.

Mercoledì 11 giugno 2025, Gianfranco Pedullà aveva incontrato al Museo Biblioteca dell’Attore gli allievi della Scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova. Ne era scaturito un dialogo intenso e generoso, proseguito nel pomeriggio con la presentazione di Silvio d’Amico. Una biografia, il suo ultimo volume pubblicato.

Per Gianfranco Pedullà, Silvio d’Amico non rappresentava semplicemente un argomento di studio. Il volume, pubblicato da Morlacchi Editore nella collana “Spettacolo” nel 2023, costituiva l’approdo di una ricerca iniziata molti anni prima e, insieme, il riflesso di un’intera esperienza professionale.

Studioso del teatro europeo del Novecento e storico del fascismo, Pedullà ha dedicato la propria attività tanto alla ricerca storica quanto alla regia, alla pedagogia teatrale e alla costruzione di luoghi nei quali il teatro potesse diventare un’esperienza condivisa. Fra i suoi libri si ricordano Il mercato delle idee. Giovanni Gentile e la Casa editrice Sansoni (Il Mulino, 1986) e le due edizioni di Il teatro italiano nel tempo del fascismo (Il Mulino, 1994; Titivillus, 2009). Per quest’ultimo volume fu insignito nel 1994 del Premio I.D.I. Silvio d’Amico per la storia del teatro italiano. Fondamentale fu inoltre la sua collaborazione con Alessandro d’Amico alla redazione dei nove tomi delle Cronache teatrali di Silvio d’Amico, pubblicati da Novecento fra il 2001 e il 2005.

Il suo lavoro teatrale si è sviluppato lungo oltre quarant’anni di attività. Nel 1980 fondò a Scandicci la compagnia Mascarà Teatro, divenuta nel 1993 Teatro Popolare d’Arte. Fin dalle origini il progetto si è fondato sull’idea di un teatro popolare di qualità: accessibile senza essere semplificato, artisticamente ambizioso e capace di confrontarsi con le tensioni del presente. Pedullà ne è stato regista e direttore artistico, firmando adattamenti e spettacoli dedicati, tra gli altri, a Brecht, Pirandello, Büchner, Beckett, Shakespeare, Calvino, Jarry e Gordon Craig.

Elisabetta Pozzi, Eugenio Pallestrini, Gianfranco Pedullà, Alessandro Tinterri al Museo Biblioteca dell’Attore

Alla produzione teatrale ha sempre affiancato la formazione degli attori e degli spettatori. Ha diretto laboratori per studenti, insegnanti e giovani artisti, ha collaborato con le università di Cassino e di Firenze e ha promosso esperienze culturali nelle periferie. Particolarmente importante è stato il suo impegno nel teatro in carcere: dalle attività svolte ad Arezzo, Pistoia e Prato alla fondazione del Coordinamento nazionale teatro in carcere e alla creazione della rassegna Destini incrociati. Dal 2019 ha lavorato con i detenuti della Casa di reclusione dell’isola di Gorgona, realizzando la Trilogia del mare, il cui ultimo capitolo, Una tempesta, è andato in scena nel giugno del 2024.

Il Teatro Popolare d’Arte prosegue oggi la propria attività. Dal luglio 2025 la direzione artistica è affidata a Francesco Giorgi, che porta avanti un progetto fatto non soltanto di spettacoli e iniziative, ma di un preciso modo di concepire il lavoro teatrale.

“Con Gianfranco Pedullà scompare un protagonista di primo piano del teatro e della cultura toscana” – così lo ricorda il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Era una persona di straordinario carisma e di amore non comune per il teatro; ha costituito un riferimento per tutti i teatri della toscana perché riusciva a interpretare i valori della diffusione del teatro tra la gente e nella società civile. E’ una gravissima perdita per la cultura toscana”.

“Ho conosciuto molto bene Gianfranco – prosegue Giani – ed era una persona di grande riferimento nel mondo teatrale e culturale di tutta la Toscana. Ricordo che, ancora adolescente, riusciva a portare complessi come i Whisky Trail al liceo di Scandicci. E al teatro e alla diffusione della cultura ha dedicato tanta parte della sua vita. Con il Teatro Popolare d’Arte e con il Teatro delle Arti di Lastra a Signa ha dato vita a esperienze importanti, formando generazioni di artisti e spettatori. Lo voglio ricordare anche per il suo impegno nel teatro sociale e in carcere, e per il lavoro straordinario realizzato a Gorgona”.

Segnaliamo il Ricordo di Gianfranco Pedullà scritto da Renzo Guardenti su Drammaturgia.it

Una teoria delle Nuvole, incontro con Agostino Petrillo

Lunedì 8 giugno 2026 alle ore 17.00, nell’ambito della mostra fotografica Il cielo interiore, dedicata al percorso artistico del Teatro delle Nuvole e curata da Gian Domenico Ricaldone, il Museo Biblioteca dell’Attore ospita un incontro con il sociologo Agostino Petrillo, che tratterà il tema Una teoria delle Nuvole.

Fotografia Alessandra Vinotto

A seguire si terrà La bellezza sarà convulsa o non sarà, azione vocale di e con Franca Fioravanti, con live electronics di Stefano Bertoli e drammaturgia di Marco Romei e Franca Fioravanti.

L’azione vocale è costruita sulle sfumature dell’amore e lavora sulla trasformazione della parola attraverso voce, suono, silenzio, ritmo e registro. Le parole diventano stati d’animo, immagini e percezione poetica, in un percorso che intreccia materia vocale, sonorizzazione e visione.

Per questo viaggio nell’Eros sono state scelte parole di poeti e autori tra cui Vladimir Majakovskij, James Joyce, Heiner Müller, Alda Merini, Valentino Zeichen e André Breton.

La mostra Il cielo interiore resterà aperta fino al 30 giugno 2026.

Orari di visita
lunedì, mercoledì e giovedì: 9.00–16.00
martedì e venerdì: 9.00–13.00

Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10 – Genova – quarto piano
Lunedì 8 giugno 2026, ore 17.00

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.
Info: Museo Biblioteca dell’Attore – 010 5576085.

Ti porto all’Opera // La Bohème di Puccini

Giovedì 4 giugno 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Biblioteca dell’Attore, si terrà la conferenza La Bohème di Puccini, a cura di Elisabetta Valerio, con introduzione di Alessandro Tinterri, direttore del Museo.

L’incontro propone un approfondimento dell’opera pucciniana, tra drammaturgia, scrittura musicale e contesto storico, in relazione alla programmazione del Teatro Carlo Felice.

L’appuntamento prosegue il ciclo Ti porto all’Opera, dedicato alle opere liriche in cartellone al Teatro Carlo Felice nella primavera 2026, realizzato in collaborazione con UniAuser Genova.

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