Archive for month: Maggio, 2022

“La mia RAI” di Vito Molinari

“La mia RAI” di Vito Molinari

Giovedì 12 maggio 2022, ore 17.00
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano
[per prenotazioni – 0105576085 – segreteria@cmba.it]

Eugenio Pallestrini
Vito Molinari e il Museo dell’Attore

Presentazione del volume
LA MIA RAI
di Vito Molinari
Edizioni Gammarò 2022

l’Autore dialoga con Marco Salotti

Vito Molinari è il regista che ha diretto la trasmissione inaugurale della televisione italiana, il 3 gennaio del 1954. Basterebbe questo per fare di lui uno dei padri fondatori della nostra televisione, per aver cambiato, da quel fatidico giorno, la nostra vita quotidiana, i nostri destini. […] Con il suo alto artigianato – che significa saper fare bene le cose, impegnarsi con coscienza professionale, dimostrare sempre uno spiccato senso del gusto – Molinari ha vissuto l’intera evoluzione della regia televisiva, dalle fasi pionieristiche alle sperimentazioni seriali. E la sua qualità si apprezza maggiormente oggi in un frangente storico in cui la regia televisiva è praticamente sparita, soffocata dalle rigide regole dei format e dalla sciatteria formale che attraversa quasi tutte le trasmissioni. (dalla prefazione di Aldo Grasso)

Vito Molinari è nato nel 1929 a Sestri Levante. Nel 1953 partecipa al periodo sperimentale della televisione: il 3 gennaio 1954 dirige la trasmissione inaugurale della TV. Da allora è stato regista e spesso coautore di oltre 2000 trasmissioni tv di generi vari. Oltre che in televisione e in radio Molinari è stato attivo in teatro: ha diretto una sessantina di operette, spettacoli di prosa e di rivista in molte città italiane. È stato condirettore con Maner Lualdi del Teatro Sant’Erasmo a Milano. Ha diretto trecento Cinebox e cinquecento Caroselli (Carosello d’oro per Orologi Longines). Ha diretto collane di dischi di operette per Meazzi (1960); Ha scritto: TuttoGovi in collaborazione con Mauro Manciotti. (Marietti, 1990); Le mie grandi soubrettes; I miei grandi comici (Gremese 2018). Presso Gammarò ha pubblicato La Rita Smeralda, il suo primo volume di racconti (2018), Carosello… e poi tutti a nanna (2019), Paolo Fregoso, genovese (2020); Vite maledette: autobiografie apocrife (2020).

 

 

TUTTODESICA di Aldo Viganò

TUTTODESICA di Aldo Viganò

Giovedì 5 maggio 2022, ore 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano
[Ingresso su prenotazione – 0105576085 – segreteria@cmba.it]

Presentazione del volume
TUTTODESICA
di Aldo Viganò
Edizioni Falsopiano 2021

Introduce Renato Venturelli

Intervengono l’Autore e l’Editore

Vittorio De Sica (1901 – 1974) è stato l’autore di una delle carriere artistiche più articolate e sorprendenti del Novecento. Un attore e un regista tutto da riscoprire. Da “generico” debuttante in giovanissima età, ad applaudito “primo attore” del teatro di prosa. Da acclamato interprete di sketches di varietà, a divo della canzone ben modulata (lo chiamavano lo “Chevalier italiano”). Da popolare protagonista del cinema italiano degli anni Trenta, al trionfo critico come autore del neonato “Neorealismo”. Poi, negli anni Cinquanta, De Sica seppe ancora una volta reinventarsi come interprete amato dal grande pubblico, accettando con divertimento ruoli da caratterista e ottenendo negli anni Sessanta, anche come regista, un crescente successo soprattutto internazionale. Una carriera, quella di De Sica, unica nella storia del cinema. Una vita da uomo di spettacolo che questo libro ripercorre interamente in ordine cronologico, lasciando che sia soprattutto la scrupolosa e odierna visione di tutti i film (quasi duecento) da lui interpretati e diretti a raccontare l’irripetibile divenire di una carriera fatta di “alti” e “bassi”; ma amata dagli intellettuali quale Bertolt Brecht, come dalla “casalinga di Voghera”. Una filmografia punteggiata anche da incontri fondamentali (da Mario Camerini a Sergio Tofano, da Cesare Zavattini ad Alessandro Blasetti, da Gina Lollobrigida ad Alberto Sordi, da Marcello Mastroianni a Sophia Loren) e quattro volte premiata alla vetrina mondiale degli Oscar hollywoodiana.

Aldo Viganò nato a Milano, è stato critico cinematografico e teatrale per “Il Secolo XIX” e ha svolto un’intensa attività come organizzatore di cineclub. Scrive per le riviste di cinema «Film D.O.C.» (Genova, ora on-line), «Cinecritica» (Roma) e «Dirigido por» (Barcelona). È stato consigliere culturale del Teatro Stabile di Genova, per il quale ha curato la collana editoriale e diretto il giornale “Palcoscenico e Foyer”. Tra le sue pubblicazioni d’argomento cinematografico, si ricordano «Dino Risi» (1977), «Federico Fellini» (1981-1995, in coll. con C. G. Fava), «Western in 100 film» (1994), «I film di Pietro Germi» (1994), «Commedia Italiana in 100 film» (1995), «La Resistenza nel cinema italiano» (1995, in coll.  M. Manciotti), «Storico in 100 film» (1997), «Claude Chabrol» (1997), «Sandro Ambrogio: l’ultimo dei “cinéphiles”» (2019).

 

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