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Archive for month: gennaio, 2020

La videodanza e le altre arti

La videodanza e le altre arti

Lunedì 3 febbraio, ore 17.30 – Secondo appuntamento

La videodanza e le altre arti
a cura di Augenblick

Da lunedì 13 gennaio 2020 al Museo Biblioteca dell’Attore, ore 17.30.

Un percorso tematico che metta in dialogo la danza con lo specifico dell’audiovisivo, tra storytelling e sguardi aperti sul reale. Un’esperienza che favorisca la conoscenza della videodanza, uno dei linguaggi più salienti della contemporaneità, capace di nutrirsi di arti più antiche, abitare altri linguaggi, e al contempo trasfigurarsi in risultati completamente originali.

Lunedì 13 gennaio 2020
Il corpo e lo sguardo.
Come il cinema accoglie la danza, come la videodanza rielabora questo incontro.

Lunedì 3 febbraio 2020
Il corpo coreografico.
Controllo e perdita del controllo nel disegno gestuale.

Lunedì 9 marzo 2020
Fiction e non-fiction.
Trovare la danza nel reale e trasfigurarla in un racconto.

Lunedì 6 aprile 2020
Spazialità nella videodanza.
Corpi in movimento tra architettura e schermo.

Lunedì 18 maggio 2020
Danzare per la camera.
Il performer-personaggio prima e durante il set.

 

Lilla Brignone. Una vita a teatro

Lilla Brignone. Una vita a teatro

Mercoledì 29 gennaio 2020, ore 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Presentazione del volume
di Chiara Ricci
Lilla Brignone. Una vita a teatro
Prefazione di Giancarlo Sepe
Edizioni Sabinae, 2018

Lilla Brignone. Una vita a teatro è la prima monografia dedicata all’attrice romana (1913-1984). Figlia d’arte, è da considerarsi tra le più importanti interpreti del teatro italiano del secondo dopoguerra.

L’Autrice converserà con Emanuela Chichiriccò

Quarto appuntamento della rassegna “Libri al Museo” che vede ogni mese la presentazione di un volume per la cui redazione si è fatto riferimento alle raccolte conservate al Museo Biblioteca dell’Attore.

Vito Pandolfi, Gustavo Modena, L’Arialda di Testori/Visconti, Guido Salvini e Alessandro Fersen saranno gli argomenti dei prossimi incontri.

Presentazione in collaborazione con DIRAAS – Università di Genova.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

27 gennaio, “Giorno della Memoria”

27 gennaio, “Giorno della Memoria”

Il Museo Biblioteca dell’Attore
partecipa al “Giorno della Memoria”
27 gennaio 2020

Solo il ricordo e la conoscenza
di quanto accaduto può evitare
il ripetersi delle tragedie.

gm 2020

“La Patria in scena”

“La Patria in scena”

Mercoledì 22 gennaio 2020, ore 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore, Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

La Patria in scena.
Mobilitazione politica e costruzione di una identità nazionale nei circoli filodrammatici italiani a São Paulo (1890-1920)

a cura di Alessandra Vannucci
Scuola di Comunicazione, Università Federale di Rio de Janeiro

introduce
Eugenio Pallestrini
Presidente del Museo Biblioteca dell’Attore

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Invito Ale Vannucci 2020

“Cinque giorni al porto”: Vico Faggi, un ricordo

“Cinque giorni al porto”: Vico Faggi, un ricordo

“CINQUE GIORNI AL PORTO”: VICO FAGGI, UN RICORDO

Venerdì 10 gennaio si è svolta al Museo Biblioteca dell’Attore (MBA) una giornata di studi in ricordo di Vico Faggi (al secolo Alessandro Orengo) a 10 anni dalla sua scomparsa. L’incontro, organizzato dalla Fondazione Novaro e dal MBA con la fondamentale collaborazione della figlia, Maria Teresa Orengo, ha riportato l’attenzione in particolare sull’importante attività poetica e teatrale di Vico Faggi. (1)

L’interesse sul lavoro teatrale di Faggi vedrà un altro momento di approfondimento nei prossimi giorni al Teatro della Corte e alla Sala Chiamata del Porto con una mostra e alcuni eventi curati da Casa America e Teatro Nazionale dedicati all’opera “Cinque giorni al porto” scritto da Vico Faggi e Luigi Squarzina nel 1969. (2)

Il Museo Biblioteca dell’Attore ricorda l’iniziativa “Teatro documento” del 2008  (3)  promossa dal MBA in collaborazione con Teatro Stabile e Palazzo Ducale che aveva per la prima volta riportato l’attenzione sull’opera teatrale di Vico Faggi e su questo particolare tipo di drammaturgia teatrale, ripubblicando un articolo di Stefano Bigazzi apparso il 9 novembre 2008 su “la Repubblica”.

“Cinque giorni al porto” il palco che fa la storia
di Stefano Bigazzi

“Luigi Squarzina e Vico Faggi lo definivano teatro storico-dialettico, Ivo Chiesa preferiva la dizione teatro documento. Alla impegnativa stagione dello Stabile genovese attraverso la storia – diretta, non mediata: l’ autunno caldo non la mezza estate di Shakespeare – è dedicato un ciclo di quattro incontri – corrispondenti ad altrettanti spettacoli messi in scena tra gli anni Sessanta e Settanta – organizzati dal Museo Biblioteca dell’ Attore con il Teatro Stabile e Palazzo Ducale. Il debutto domani (ore 21) con “Cinque giorni al porto” di Faggi e Squarzina, che profeticamente (quarant’ anni più tardi, come si vede, la temperatura della protesta non sembra essere scesa) rievocarono il primo sciopero generale in Italia, proclamato dopo lo scioglimento della Camera del Lavoro disposto dal prefetto di Genova il 18 dicembre 1900. Dal giorno successivo al 23 dicembre, i lavoratori del primo scalo marittimo del Paese incrociarono le braccia. E che braccia. Dello spettacolo – e dei vari contesti cui l’ allestimento si riferì e ai quali si può tutt’ ora riferire – in una conversazione a più voci nella Sala del Minor Consiglio, parleranno, Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura, e Sergio Cofferati, sindaco di Bologna e ex segretario generale della Cgil. Intervengono Giunio Luzzatto, ordinario di Analisi Matematica, esperto di metodologie della didattica, esponente di quella che si chiamava (proprio negli anni ’70) sinistra indipendente, Amanzio Pezzolo, già viceconsole della Compagnia Unica dei Lavoratori delle Merci Varie, e Andrea Ranieri, senatore ulivista nella precedente legislatura, ex insegnante e sindacalista (Cgil), assessore alla Cultura del Comune di Genova. Introduce e modera il dibattito Eugenio Pallestrini, presidente del Museo Biblioteca dell’ Attore e dello Stabile. Un gruppo curiosamente omogeneo, con due sindacalisti (Cofferati e Ranieri) non digiuni di spettacolo (attento al teatro lirico il primo, deputato all’ attività istituzionale il secondo) e un sindacalista-portuale, Pezzolo, chiamato a recitare la parte di se stesso in “Camalli, storie vissute e narrate dalle genti del Porto di Genova” (al Teatro degli Zingari nel 2005, con Aldo Vinci) e al cinema nel documentario di Silvio Soldini “Un Piede in Terra e l’ altro in Mare” (2007). Gli altri appuntamenti della teatralogia: “Rosa Luxemburg” (1 dicembre), con il sindaco Marta Vincenzi e il giornalista e studioso di storia contemporanea Giulietto Chiesa; “Il processo di Savona” (19 gennaio), cui partecipano l’ ex sindaco, docente di Diritto amministrativo, Giuseppe Pericu e lo storico Paolo Battifora, direttore scientifico dell’ Ilsrec, Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’ età contemporanea; “8 settembre” (16 febbraio), relatori Antonio Gibelli, ordinario di Storia contemporanea, e Marcello Veneziani, giornalista e saggista, studioso di filosofia politica. L’ ingresso ai quattro appuntamenti è libero.”

 

 

 

 

 

Vico Faggi dieci anni dopo (1922 – 2010)

Vico Faggi dieci anni dopo (1922 – 2010)

La Fondazione Mario Novaro e il Museo Biblioteca dell’Attore
con il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova

invitano alla giornata di studi per un Amico

Vico Faggi dieci anni dopo (1922 – 2010)

al Museo Biblioteca dell’Attore – venerdì 10 gennaio 2020
Genova, via del Seminario 10, quarto piano

dalle ore 10.00
Maria Novaro, Introduzione al Convegno
Giuseppe Gazzola, L’amico ligure
Davide Puccini, La poesia di Vico Faggi tra estetica ed etica
Adriano Sansa, Un genio poliedrico tra gli amici di “Resine”
Maria Teresa Orengo, Ut pictura poesis

dalle ore 15.00
Eugenio Pallestrini, La grande stagione del Teatro Stabile e il teatro di Vico Faggi
Eugenio Buonaccorsi, Vico Faggi, Luigi Squarzina e il Teatro documento in Italia
Roberto Trovato, Analisi dei teledrammi della serie “Di fronte alla legge”
Daniela Ardini, Dalla tragedia al teatro di poesia con incursioni inaspettate

Letture di brani e componimenti poetici a cura di Maria Comerci.

Nell’occasione è allestita una mostra dedicata all’Autore,
ai suoi rapporti con il Teatro Stabile di Genova e altre esperienze artistiche.

A dieci anni dalla scomparsa di Vico Faggi, nome d’arte di Alessandro Orengo, un convegno ricostruisce il ritratto artistico di un magistrato che ha trasferito la riflessione sull’uomo dalle aule del tribunale alle pagine della sua produzione letteraria. È stato drammaturgo, poeta, critico, traduttore dal greco e dal latino. Vico Faggi dieci anni dopo (1922-2010). Giornata di studi per un amico si tiene venerdì 10 gennaio 2020 (dalle 10 alle 18) al Museo Biblioteca dell’Attore di Genova (via del Seminario 10, quarto piano), dove contestualmente sarà inaugurata una mostra dedicata all’Autore, visitabile fino al 31 gennaio. L’incontro, patrocinato dalla Regione Liguria, è organizzato dalla Fondazione Mario Novaro, con cui Faggi ha costantemente collaborato sin dal marzo 1989 e dov’è conservato il Fondo a lui dedicato. Dopo l’introduzione di Maria Novaro, presidente della Fondazione Mario Novaro, sono previsti gli interventi gli interventi di Giuseppe Gazzola (Stony Brook University di New York), Davide Puccini (italianista, poeta e scrittore), Adriano Sansa (magistrato e poeta), Eugenio Pallestrini (presidente del Museo Biblioteca dell’Attore), Eugenio Buonaccorsi (Università di Genova), Roberto Trovato (Università di Genova), Daniela Ardini (fondatrice di Lunaria Teatro e regista) e di Maria Teresa Orengo, figlia di Vico Faggi e storica dell’arte.

Ripercorrere la figura di Vico Faggi oggi, significa incontrare di nuovo un uomo nella cui molteplice attività si ritrova la coerenza del rigore morale, in cui alla forza giovane del partigiano che lotta per la libertà gradualmente si sostituisce l’ironia di chi ormai sa che chi combatte è sempre solo. Sarà Giuseppe Gazzola a tracciare il ritratto de “L’amico ligure”.

L’evoluzione umana e artistica di Faggi è analizzata attraverso i numerosi testi teatrali, in cui si manifesta una spiccata tendenza all’impegno civile e alla riflessione storica: Ifigenia non deve morire (1963), Il Processo di Savona (1965), Cinque giorni al porto (in collaborazione con Luigi Squarzina, 1969), Rosa Luxemburg (in collaborazione con Luigi Squarzina, 1976). Alcuni di questi sono stati messi in scena dal Teatro Stabile di Genova, costituendo l’ossatura di una stagione d’oro ancora ricordata da molti spettatori per l’originalità e la coerenza con cui si ripercorrevano fatti determinanti nella storia di Genova e dei suoi cittadini. Ne parlano in particolare Eugenio Pallestrini (“La grande stagione del Teatro Stabile di Genova e il teatro di Vico Faggi”), Eugenio Buonaccorsi (“Vico Faggi, Luigi Squarzina e il teatro documento in Italia”) e Daniela Ardini (“Dalla tragedia al teatro di poesia”), mentre Roberto Trovato si dedica all’”Analisi dei teledrammi della serie Di fronte alla legge”).

La produzione poetica è un altro aspetto fondamentale nel percorso creativo di Faggi, che ha pubblicato numerose raccolte tra cui Corno alle Scale (Milano, All’insegna del Pesce d’Oro, Scheiwiller, 1981; Prefazione di Sergio Solmi); Fuga dei versi (Milano, Garzanti, 1986; Prefazione di Lanfranco Caretti e Postfazione di Angelo Marchese); Poetando cose (Bellinzona, Istituto grafico Casagrande, 1990; Prefazione di Pietro Gibellini); Signora d’Albuison (Genova, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, 1996; Postfazione di Davide Puccini) e Svolte (Milano, All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, 1998). Ne parlano Davide Puccini (“La poesia di Vico Faggi tra estetica ed etica”) e Adriano Sansa (“Un genio poliedrico tra gli amici di «Resine»”).

Infine, sarà proprio la figlia Maria Teresa Orengo a mettere in luce il rapporto di Vico Faggi con gli amici pittori nell’intervento “Ut pictura poesis”. L’Autore ha amato l’arte sin dalla giovane età, segnata dalla scoperta di Pablo Picasso, e per tutta la vita ha collaborato con pittori amici o divenuti tali, con cui intesseva un dialogo in forma di versi per analizzare la creatività parallela dei disegni e delle parole.
La sfida onesta di un uomo che si metteva in gioco alla pari persino nella veste di critico.

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