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Il Secolo XIX – Museo dell’Attore

Il Secolo XIX – Museo dell’Attore

 

 

Il Secolo XIX, giovedì 6 dicembre 2012
Parte il trasloco alla Berio della Biblioteca dell’Attore
Trova casa il Museo voluto nel 1966 da Chiesa e Squarzina
di Lucia Compagnino

Il Museo Biblioteca dell’Attore trasloca accanto alla Berio ed entra a far parte del nuovo polo bibliotecario urbano. Sta per concludersi, l’annosa questione della sede della fondazione voluta da Ivo Chiesa e Luigi Squarzina nel 1966, che dopo una breve convivenza iniziale col Teatro Stabile si è staccata e si è trasferita prima in Piazza Marsala e poi, esattamente 30 anni fa, a Villetta Serra all’Acquasola, dove resterà ancora solo qualche settimana.
L’attuale sede infatti, un eclettico castelletto a base quadrata con una torre su uno degli angoli e una terrazza da cui lo sguardo spazia su tutta la città, già residenza nel Quattrocento del fondatore dell’ospedale di Pammattone Bartolomeo Bosco poi totalmente ricostruita, che nella prima metà del Novecento ha ospitato anche il Genoa e il CAI, è di proprietà del Comune, è gestita dalla Spim, la società che si occupa del patrimonio pubblico, ed è in vendita, a seguito di un lungo iter burocratico iniziato ai tempi della giunta Pericu.
Una prima asta è andata deserta, qualche anno fa, e – in attesa della prossima tornata – il patrimonio di 41mila volumi dedicati al cinema e al teatro, le mille testate di riviste, i 72mila autografi, le 69mila fotografie, i 1.300 copioni, i quattromila fra bozzetti, figurini, manifesti, caricature e disegni originali, più moltissime altre memorabilia del mondo dello spettacolo locale e internazionale, si prepara a traslocare nell’ex seminario seicentesco che ospita già la Biblioteca Berio dal 1998. Insieme alla Biblioteca dell’Istituto Mazziniano, che oggi si trova al Museo del Risorgimento in via Lomellini. Entrambe le raccolte andranno al quarto e al quinto piano dell’ex seminario dei chierici, creando così un importante polo librario interdisciplinare aperto alle visite di studiosi ed appassionati come a future collaborazioni. «La nostra struttura è fondamentale per gli esperti del settore -dice il presidente del Museo Biblioteca dell’Attore Eugenio Pallestrini – paragonabile in Italia soltanto al Gabinetto Vieusseux di Firenze e al Burcardo di Roma. Organizziamo inoltre molti eventi per il pubblico, come incontri, presentazioni di libri, dibattiti e proiezioni». Non si dichiara contrario al trasferimento, Pallestrini, anche se chiede assicurazioni scritte sulla fruibilità da parte del pubblico dei “suoi” preziosi materiali e sull’agibilità, anche per i disabili, della nuova sistemazione. Gli ascensori sono in via di attivazione e l’ingresso sarà da via del Seminario 10, subito prima di quello della Berio.
«Mi dispiace inoltre – aggiunge – e lo dico da cittadino, lasciare l’Acquasola senza questo importante presidio culturale, qualche tempo fa avevamo anche presentato un progetto che prevedeva una serie di spettacoli di burattini, che utilizzano un linguaggio universale, nel parco, che avrebbe potuto entrare nel percorso dei crocieristi, ma non se ne è fatto più nulla». Nei 2.300 metri quadri della nuova sede, divisi su due piani, uno dedicato alla biblioteca vera e propria e uno soppalcato dove troveranno spazio i tavoli di consultazione più un’ampia sala per gli eventi con il pubblico, con pavimenti di ardesia e parquet, travi di legno e due file di finestroni sui lati, arriverà il prezioso studio dell’attore e patriota Tommaso Salvini, nucleo primigenio del museo e prima donazione della vedova Ida Fontana, seguita nel tempo dal vastissimo fondo di Adelaide Ristori e da altri 50 preziosi archivi. Mentre rimangono al Museo di Sant’Agostino lo studio e l’archivio di Gilberto Govi, così come il Teatrino Rissone con le sue novanta marionette ottocentesche accompagnate da costumi e fondali, attualmente protagonista di una rassegna di teatro per le scuole.
«Il trasloco è previsto per la fine dell’anno e la riapertura al pubblico per aprile del prossimo anno», assicura Guido Gandino, direttore alla valorizzazione istituzioni, patrimonio culturale, parchi e ville, rapporti università e ricerca. Gli fa eco Laura Malfatto, dirigente del settore musei del Comune di Genova, che fa notare come la nuova sede sia «più ampia, centrale e luminosa della precedente e potrà ospitare l’archivio del museo che oggi si trova a Campi».
Negli spazi, vuoti da tempo, della Biblioteca Franzoniana, e ripensati per il nuovo scopo dall’architetto Elisabetta Agostino, torneranno quindi i libri, più una serie di cimeli come i costumi di Sergio Tofano per il suo celebre Signor Bonaventura oppure gli scatti che ritraggono moltissime star del grande e del piccolo schermo.

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