La Memoria nel fango

La Memoria nel fango

Mostra Archivi

La Memoria nel fango
L’alluvione in Liguria e gli archivi

 

Inaugurazione della mostra
mercoledì 18 aprile, ore 17,30

 

dal 19 aprile al 4 maggio 2012
Archivio Storico del Comune di Genova, Palazzo Ducale, Genova

 

Intervengono
Francesca Imperiale, Soprintendente archivistico per la Liguria
Enrico Isola, Archivio Storico del Comune di Genova
Giustina Olgiati, Soprintendenza Archivistica per la Liguria

Evento a cura della Soprintendenza Archivistica per la Liguria,
in collaborazione con l’Archivio Storico del Comune di Genova.

 

Nell’autunno del 2011, nell’arco di dieci giorni, la Liguria è stata colpita da due alluvioni: la prima, il 25 ottobre nel Levante, la seconda, il 4 novembre a Genova.

Calamità di questo tipo, devastanti per persone e cose, sono estremamente dannose anche per gli archivi: le carte imbevute si compattano, gli inchiostri si sciolgono, il fango sporca e inquina, le muffe si diffondono ovunque.

Un archivio allagato è l’immagine di un disastro, ma molto si può fare, prima per evitare che gli archivi vengano colpiti e danneggiati, poi per eliminare solo quello che può essere scartato senza danni, e per recuperare tutto il resto.

L’alluvione di Genova del 4 novembre ha avuto effetti devastanti per il patrimonio archivistico. Nel corso dei giorni immediatamente successivi le cifre del disastro sono apparse sempre più gigantesche, in un susseguirsi continuo di segnalazioni, sopralluoghi, interventi di prima emergenza. Erano stati invasi dall’acqua gli archivi del Polo didattico di Marassi e della Scuola Doria Pascoli; quello dell’Azienda Sanitaria Locale 3 Genovese; alcuni magazzini del Comune di Genova, che ospitavano anche la collezione dei manifesti del Teatro Stabile ed altra documentazione del Museo Biblioteca dell’Attore.

Grazie alla disponibilità del Comando dell’Esercito della Liguria la documentazione da asciugare è stata ricoverata in locali di una caserma in dismissione, dove le carte più danneggiate sono state congelate e conservate in cella frigorifera, in attesa dell’asciugatura tramite liofilizzazione. Un aiuto fondamentale è stato fornito anche da negozianti e tecnici, da alcuni “Angeli del fango”, dai restauratori che, contattati telefonicamente, hanno fornito le loro conoscenze al personale della Soprintendenza archivistica che operava materialmente sulla documentazione alluvionata.

 

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