La Fondazione Mario Novaro e il Museo Biblioteca dell’Attore
con il patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova
invitano alla giornata di studi per un Amico
Vico Faggi dieci anni dopo (1922 – 2010)
al Museo Biblioteca dell’Attore – venerdì 10 gennaio 2020
Genova, via del Seminario 10, quarto piano
dalle ore 10.00
Maria Novaro, Introduzione al Convegno
Giuseppe Gazzola, L’amico ligure
Davide Puccini, La poesia di Vico Faggi tra estetica ed etica
Adriano Sansa, Un genio poliedrico tra gli amici di “Resine”
Maria Teresa Orengo, Ut pictura poesis
dalle ore 15.00
Eugenio Pallestrini, La grande stagione del Teatro Stabile e il teatro di Vico Faggi
Eugenio Buonaccorsi, Vico Faggi, Luigi Squarzina e il Teatro documento in Italia
Roberto Trovato, Analisi dei teledrammi della serie “Di fronte alla legge”
Daniela Ardini, Dalla tragedia al teatro di poesia con incursioni inaspettate
Letture di brani e componimenti poetici a cura di Maria Comerci.
Nell’occasione è allestita una mostra dedicata all’Autore,
ai suoi rapporti con il Teatro Stabile di Genova e altre esperienze artistiche.
A dieci anni dalla scomparsa di Vico Faggi, nome d’arte di Alessandro Orengo, un convegno ricostruisce il ritratto artistico di un magistrato che ha trasferito la riflessione sull’uomo dalle aule del tribunale alle pagine della sua produzione letteraria. È stato drammaturgo, poeta, critico, traduttore dal greco e dal latino. Vico Faggi dieci anni dopo (1922-2010). Giornata di studi per un amico si tiene venerdì 10 gennaio 2020 (dalle 10 alle 18) al Museo Biblioteca dell’Attore di Genova (via del Seminario 10, quarto piano), dove contestualmente sarà inaugurata una mostra dedicata all’Autore, visitabile fino al 31 gennaio. L’incontro, patrocinato dalla Regione Liguria, è organizzato dalla Fondazione Mario Novaro, con cui Faggi ha costantemente collaborato sin dal marzo 1989 e dov’è conservato il Fondo a lui dedicato. Dopo l’introduzione di Maria Novaro, presidente della Fondazione Mario Novaro, sono previsti gli interventi gli interventi di Giuseppe Gazzola (Stony Brook University di New York), Davide Puccini (italianista, poeta e scrittore), Adriano Sansa (magistrato e poeta), Eugenio Pallestrini (presidente del Museo Biblioteca dell’Attore), Eugenio Buonaccorsi (Università di Genova), Roberto Trovato (Università di Genova), Daniela Ardini (fondatrice di Lunaria Teatro e regista) e di Maria Teresa Orengo, figlia di Vico Faggi e storica dell’arte.
Ripercorrere la figura di Vico Faggi oggi, significa incontrare di nuovo un uomo nella cui molteplice attività si ritrova la coerenza del rigore morale, in cui alla forza giovane del partigiano che lotta per la libertà gradualmente si sostituisce l’ironia di chi ormai sa che chi combatte è sempre solo. Sarà Giuseppe Gazzola a tracciare il ritratto de “L’amico ligure”.
L’evoluzione umana e artistica di Faggi è analizzata attraverso i numerosi testi teatrali, in cui si manifesta una spiccata tendenza all’impegno civile e alla riflessione storica: Ifigenia non deve morire (1963), Il Processo di Savona (1965), Cinque giorni al porto (in collaborazione con Luigi Squarzina, 1969), Rosa Luxemburg (in collaborazione con Luigi Squarzina, 1976). Alcuni di questi sono stati messi in scena dal Teatro Stabile di Genova, costituendo l’ossatura di una stagione d’oro ancora ricordata da molti spettatori per l’originalità e la coerenza con cui si ripercorrevano fatti determinanti nella storia di Genova e dei suoi cittadini. Ne parlano in particolare Eugenio Pallestrini (“La grande stagione del Teatro Stabile di Genova e il teatro di Vico Faggi”), Eugenio Buonaccorsi (“Vico Faggi, Luigi Squarzina e il teatro documento in Italia”) e Daniela Ardini (“Dalla tragedia al teatro di poesia”), mentre Roberto Trovato si dedica all’”Analisi dei teledrammi della serie Di fronte alla legge”).
La produzione poetica è un altro aspetto fondamentale nel percorso creativo di Faggi, che ha pubblicato numerose raccolte tra cui Corno alle Scale (Milano, All’insegna del Pesce d’Oro, Scheiwiller, 1981; Prefazione di Sergio Solmi); Fuga dei versi (Milano, Garzanti, 1986; Prefazione di Lanfranco Caretti e Postfazione di Angelo Marchese); Poetando cose (Bellinzona, Istituto grafico Casagrande, 1990; Prefazione di Pietro Gibellini); Signora d’Albuison (Genova, Edizioni S. Marco dei Giustiniani, 1996; Postfazione di Davide Puccini) e Svolte (Milano, All’insegna del pesce d’oro, Scheiwiller, 1998). Ne parlano Davide Puccini (“La poesia di Vico Faggi tra estetica ed etica”) e Adriano Sansa (“Un genio poliedrico tra gli amici di «Resine»”).
Infine, sarà proprio la figlia Maria Teresa Orengo a mettere in luce il rapporto di Vico Faggi con gli amici pittori nell’intervento “Ut pictura poesis”. L’Autore ha amato l’arte sin dalla giovane età, segnata dalla scoperta di Pablo Picasso, e per tutta la vita ha collaborato con pittori amici o divenuti tali, con cui intesseva un dialogo in forma di versi per analizzare la creatività parallela dei disegni e delle parole.
La sfida onesta di un uomo che si metteva in gioco alla pari persino nella veste di critico.