La monaca di Monza

La monaca di Monza

Monaca di MonzaA Milano, nelle Sale Panoramiche del Castello Sforzesco, fino al 21 marzo 2010, si può visitare una interessante mostra dal titolo “La monaca di Monza. La storia, la passione, il processo” curata da Lorenza Tonani.
Nella sezione “La monaca di Monza e il teatro” sono esposti alcuni documenti originali conservati nel Fondo Lilla Brignone e concessi in prestito dal Museo Biblioteca dell’Attore.

La mostra ripercorre la vita di Marianna de Leyva, in religione suor Virginia, a tutti nota come la Gertrude dei Promessi sposi. La sua storia è emblema di un tema ben più vasto, quello della condizione femminile nella prima età moderna. Figure di donne private della libertà di scegliere il proprio destino – Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Pia de’ Tolomei, Isabella Orsini – protagoniste di intense opere dell’Ottocento introducono il percorso espositivo, aprendo a una sezione sulle monacazioni forzate come fenomeno socio-economico di forte ricaduta sociale, nonostante l’opposizione della Chiesa.

Monaca di MonzaSu tutte queste donne si erge la “grande peccatrice”, costretta a farsi monaca, protagonista di una storia privata che si intreccia con la vita e la cultura della Milano del Seicento. Testimonianze storiche sulle famiglie da cui discese, i de Leyva e i Marino – proprietari dell’omonimo palazzo, ora sede del Comune di Milano – le strazianti pagine della deposizione e della sentenza di condanna a essere “murata per sempre”, contenute negli Atti processuali, eccezionalmente esposti al pubblico, la contrizione e il pentimento consegnati al carteggio con Federico Borromeo rappresentano la drammatica voce della verità storica. A essa si sovrappone, nella seconda parte della mostra, il racconto letterario e figurativo della Monaca.

Straordinarie prove pittoriche di diversi artisti dell’Ottocento, dal dignitoso dolente distacco dell’opera di Giuseppe Molteni, all’intimo e delicato “ritratto” di Francesco Hayez, allo scomposto sussulto con il quale Mosè Bianchi descrive un’inquietudine mai realmente trattenuta, ne rivelano il turbamento interiore.
Gertrude è stata poi soggetto privilegiato di alcune tavole delle diverse edizioni illustrate del capolavoro manzoniano: in mostra sono presentati i delicati disegni di Francesco Gonin per l’edizione del 1840, gli splendidi disegni di Gaetano Previati, fino ad arrivare alle proposte di De Chirico e Treccani.

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