Gianfranco Pedullà

Gianfranco Pedullà è morto nella notte del 20 agosto. Poco più di un anno fa era rimasto vittima di un gravissimo incidente automobilistico, sulla strada del suo teatro a Lastra a Signa.

Mercoledì 11 giugno 2025, Gianfranco Pedullà aveva incontrato al Museo Biblioteca dell’Attore gli allievi della Scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova. Ne era scaturito un dialogo intenso e generoso, proseguito nel pomeriggio con la presentazione di Silvio d’Amico. Una biografia, il suo ultimo volume pubblicato.

Per Gianfranco Pedullà, Silvio d’Amico non rappresentava semplicemente un argomento di studio. Il volume, pubblicato da Morlacchi Editore nella collana “Spettacolo” nel 2023, costituiva l’approdo di una ricerca iniziata molti anni prima e, insieme, il riflesso di un’intera esperienza professionale.

Studioso del teatro europeo del Novecento e storico del fascismo, Pedullà ha dedicato la propria attività tanto alla ricerca storica quanto alla regia, alla pedagogia teatrale e alla costruzione di luoghi nei quali il teatro potesse diventare un’esperienza condivisa. Fra i suoi libri si ricordano Il mercato delle idee. Giovanni Gentile e la Casa editrice Sansoni (Il Mulino, 1986) e le due edizioni di Il teatro italiano nel tempo del fascismo (Il Mulino, 1994; Titivillus, 2009). Per quest’ultimo volume fu insignito nel 1994 del Premio I.D.I. Silvio d’Amico per la storia del teatro italiano. Fondamentale fu inoltre la sua collaborazione con Alessandro d’Amico alla redazione dei nove tomi delle Cronache teatrali di Silvio d’Amico, pubblicati da Novecento fra il 2001 e il 2005.

Il suo lavoro teatrale si è sviluppato lungo oltre quarant’anni di attività. Nel 1980 fondò a Scandicci la compagnia Mascarà Teatro, divenuta nel 1993 Teatro Popolare d’Arte. Fin dalle origini il progetto si è fondato sull’idea di un teatro popolare di qualità: accessibile senza essere semplificato, artisticamente ambizioso e capace di confrontarsi con le tensioni del presente. Pedullà ne è stato regista e direttore artistico, firmando adattamenti e spettacoli dedicati, tra gli altri, a Brecht, Pirandello, Büchner, Beckett, Shakespeare, Calvino, Jarry e Gordon Craig.

Elisabetta Pozzi, Eugenio Pallestrini, Gianfranco Pedullà, Alessandro Tinterri al Museo Biblioteca dell’Attore

Alla produzione teatrale ha sempre affiancato la formazione degli attori e degli spettatori. Ha diretto laboratori per studenti, insegnanti e giovani artisti, ha collaborato con le università di Cassino e di Firenze e ha promosso esperienze culturali nelle periferie. Particolarmente importante è stato il suo impegno nel teatro in carcere: dalle attività svolte ad Arezzo, Pistoia e Prato alla fondazione del Coordinamento nazionale teatro in carcere e alla creazione della rassegna Destini incrociati. Dal 2019 ha lavorato con i detenuti della Casa di reclusione dell’isola di Gorgona, realizzando la Trilogia del mare, il cui ultimo capitolo, Una tempesta, è andato in scena nel giugno del 2024.

Il Teatro Popolare d’Arte prosegue oggi la propria attività. Dal luglio 2025 la direzione artistica è affidata a Francesco Giorgi, che porta avanti un progetto fatto non soltanto di spettacoli e iniziative, ma di un preciso modo di concepire il lavoro teatrale.

“Con Gianfranco Pedullà scompare un protagonista di primo piano del teatro e della cultura toscana” – così lo ricorda il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Era una persona di straordinario carisma e di amore non comune per il teatro; ha costituito un riferimento per tutti i teatri della toscana perché riusciva a interpretare i valori della diffusione del teatro tra la gente e nella società civile. E’ una gravissima perdita per la cultura toscana”.

“Ho conosciuto molto bene Gianfranco – prosegue Giani – ed era una persona di grande riferimento nel mondo teatrale e culturale di tutta la Toscana. Ricordo che, ancora adolescente, riusciva a portare complessi come i Whisky Trail al liceo di Scandicci. E al teatro e alla diffusione della cultura ha dedicato tanta parte della sua vita. Con il Teatro Popolare d’Arte e con il Teatro delle Arti di Lastra a Signa ha dato vita a esperienze importanti, formando generazioni di artisti e spettatori. Lo voglio ricordare anche per il suo impegno nel teatro sociale e in carcere, e per il lavoro straordinario realizzato a Gorgona”.

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