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“Valeria D’Obici. Dizionario di un’attrice sui generis”

“Valeria D’Obici. Dizionario di un’attrice sui generis”

Giovedì 8 giugno 2023, alle ore 17,30
al Museo Biblioteca dell’Attore
via del Seminario 10, Genova, quarto piano

presentazione del volume
Valeria D’Obici. Dizionario di un’attrice sui generis
Edizioni Falsopiano

Con la partecipazione degli autori, Francesco Foschini e Stefano Careddu,
e del critico Roberto Lasagna alla presenza di Valeria D’Obici.

Valeria D’Obici è attrice di teatro, di cinema e di televisione, nota al grande pubblico per il ruolo di Fosca in Passione d’amore di Ettore Scola, grazie al quale vinse nel 1981 il David di Donatello come Miglior attrice protagonista e il Globo d’oro come Miglior attrice rivelazione. Ma dietro al film di Scola c’è molto di più riguardo alla Valeria pubblica e privata. Questo lavoro ha lo scopo di far (ri)scoprire le tante facce di una figura attoriale spesso non valorizzata a dovere nel cinema italiano.

Il metodo del dizionario-lemmario è stato concepito per restituire al lettore pensieri, gioie, dolori, confessioni inedite in maniera diretta, ma anche per evitare pettinature romanzate tipiche delle biografie canoniche. Da L’amico immaginario di Nico D’Alessandria a Yuppies – I giovani di successo di Carlo Vanzina, da Anni 90 di Enrico Oldoini a Yerma di Marco Ferreri, dai ricordi d’infanzia alle esperienze teatrali con Franco Parenti ed Eduardo De Filippo: un viaggio nella memoria di un’attrice sui generis, appunto, raccontato da lei stessa tra ironia e nostalgia.

Fanno da controcanto, inoltre, diversi contributi che hanno ripercorso le esperienze professionali vissute con lei, tra cui quelli di Pupi Avati, Peter Del Monte, Liliana Cavani, Barbora Bobulova, Andrée Ruth Shammah, Enzo G. Castellari.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

“Otto secondi a Dallas”

“Otto secondi a Dallas”

Mercoledì 17 maggio 2023, ore 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Proiezione del video
Otto secondi a Dallas
di Franco Ligalupi e Virgilio Zanolla

Dopo la proiezione gli Autori ne discutono con il pubblico.

La teoria del “pazzo isolato” che volle vedere in Lee Harvey Oswald l’unico responsabile dell’omicidio di John Fitzgerald Kennedy, avvenuto il 22 novembre 1963, risulta ormai insostenibile.

Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario del tragico evento, che fa ancora discutere gli storici, destando tuttora molta curiosità anche tra i non addetti ai lavori a motivo della sua lacunosa ricostruzione. Suddiviso in undici capitoli, Otto secondi a Dallas ripercorre passo passo i momenti più significativi di quell’avvenimento, valendosi dell’apporto di un corredo d’immagini dell’epoca in bianco e nero e a colori di grande qualità (a partire dal notissimo filmato di Abraham Zapruder), ricercate con pazienza e passione e spesso elaborate in fase di post-produzione, analizza i molti lati oscuri della vicenda, anche per ciò che riguarda quanto seguì all’omicidio, e non si perita di trarre le opportune conclusioni nell’attribuzione delle responsabilità.

Con una dettagliata ricostruzione dei fatti vengono analizzate le testimonianze, le prove mediche e balistiche che smantellano la verità ufficiale.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

“Il velo dentro” di Rosanna Maryam Sirignano

“Il velo dentro” di Rosanna Maryam Sirignano

Giovedì 11 maggio 2023, ore 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Presentazione del volume
Il velo dentro
di Rosanna Maryam Sirignano
Villaggio Maori Edizioni

Con l’Autrice interverranno

Presidente Eugenio Pallestrini
Consigliera Michela Benna
Elena Briata Commercialista

«Ogni mattina apro gli occhi e penso: “Di che colore sono oggi?”. In base alla tonalità che inonda corpo e mente scelgo il colore dei miei vestiti. Da quando avvolgo la testa in stoffe variopinte, questo rituale ha acquistato un significato profondo ed è diventato parte importante della mia quotidianità. In alcune varianti dell’arabo levantino, per esempio, per chiedere alle persone “Come stai?” si dice “šlōnak?”, che letteralmente significa “Di che colore sei?”. Questa è proprio la stessa domanda che mi pongo da più di dieci anni. In questo libro ti racconto dieci anni di velo italiano».

Può il velo islamico essere conseguenza di un profondo e consapevole cammino spirituale? Può il pezzo di stoffa più contestato al mondo essere libero dai pregiudizi? Rosanna Sirignano racconta la sua esperienza di crescita umana attraverso l’avvicinamento alla religione islamica in un testo che non è un libro sul velo, né un libro sull’islam, ma una storia di vita. Dal 2010, anno zero del suo inizio nel cammino islamico, al 2022; dalla Siria, il luogo del cuore in cui Rosanna è diventata anche Maryam, al resto del mondo, per incontrare altre culture, diversità, minoranze. Un libro per andare oltre le apparenze e scoprire nuove prospettive.

 ingresso libero fino ad esaurimento posti

Invito Benna Copertina

 

“Uccidete Calaf !” di Roberto Iovino

“Uccidete Calaf !” di Roberto Iovino

Giovedì 27 aprile 2023 alle 17.30
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Conversazione – Concerto
in occasione della presentazione del libro

UCCIDETE CALAF!
articoli, scritti e testi teatrali sulla musica (1972 – 2022)
di Roberto IOVINO
Stefano Termanini Editore

conduce l’incontro
Cristina Iovino

con l’Autore interverranno
Eugenio Pallestrini, Presidente del MBA
Stefano Termanini, editore
Nicole Olivieri, flauto
Paola Siragna, violoncello

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

Info e prenotazioni
info@stefanotermaninieditore.it
Termanini Editore 010.585155

“Il sogno di un destino” di Renzo Trotta

“Il sogno di un destino” di Renzo Trotta

Giovedì 20 aprile 2023, ore 17
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Proiezione del video:
Il sogno di un destino
Come muoiono gli attori
di Renzo Trotta

Introduce Marco Salotti, alla presenza dell’Autore

Il video ha vinto la 38esima edizione del premio Adelio Ferrero per la critica cinematografica, nella sezione internazionale video saggi.

Il Museo dell’Attore è certo il luogo di elezione per accogliere un video che all’arte dell’attore è tutto dedicato. E alla sua manifestazione più estrema: come deve morire un attore in scena o sullo schermo? Come fa a sapere cosa si prova morendo, visto che nessuno è tornato a raccontarglierlo? Come fa a immaginare ciò che è indicibile e inimmaginabile? Ma perché ciononostante l’attore si diverte così tanto a morire lassù? E perché noi spettatori ci divertiamo così tanto a vederli morire, piangiamo e poi dopo “dai, muori ancora!”? E perché agli sceneggiatori, ai drammaturghi, ai registi piace così tanto uccidere gli attori, e nei modi più fantasiosi? Cento fra le più famose – e più segrete – sequenze della storia del cinema vengono evocate, per cercar di capire che cosa rende memorabili quelle morti, che cosa fa sì che, al contrario di quel che accade con le nostre povere vite che si interrompono, insopportabilmente si interrompono, lassù invece un destino fascinosamente si compia.

La sezione Video saggi è la più recente del premio Ferrero, affiancata otto anni fa a quelle storiche per i saggi e per le recensioni scritte, non era mai stata vinta da un italiano.

Renzo Trotta, già programmista e giornalista Rai, ha diretto una decina di spettacoli teatrali, pubblicato libri e saggi sul cinema e il teatro, è stato docente di Linguaggio televisivo al Dams di Imperia, insegna Storia del teatro alla Scuola di recitazione del Teatro Nazionale di Genova.

durata del video 60′
ingresso libero fino ad esaurimento posti

Gianfranco D’Angelo di Marina Baumgartner

Gianfranco D’Angelo di Marina Baumgartner

Il 12 aprile alle 18 presso il Museo Biblioteca dell’Attore, in via del Seminario 10 a Genova, Alessandro Giglio, Presidente del Teatro Nazionale di Genova, dialogherà con Marina Baumgartner durante la presentazione del suo libro “Io lo conoscevo bene“, dedicato a quel grande artista che è stato Gianfranco D’Angelo.
Un libro che non è una biografia, ma una cronaca di vita di un uomo che sapeva sempre sorridere.
Scritto da Marina Baumgartner, che per trentasei anni è stata il suo ufficio stampa, la sua ghost writer, l’infaticabile organizzatrice delle sue prime a teatro.
Una vita vissuta all’insegna del sorriso, per far divertire sì gli altri, ma anche se stesso.
Antonio Ricci scrive un intero capitolo, un inno agli anni del grandissimo successo di “Drive In”.
La prefazione è di Ezio Greggio, l’amico per eccellenza.
Alessandro Giglio e Gianfranco D’Angelo sono stati amici per decenni; Giglio ha prodotto molti degli spettacoli dell’attore, uno per tutti il bellissimo “I Cavalieri della Tavola Rotonda” e l’amicizia si è consolidata, correndo sui binari di due passioni comuni: lo spettacolo e il mare. Si è interrotta solo con la scomparsa dell’artista, nell’agosto del 2021.
RSVP segreteria@cmba.it – 0105576085
ok loc. 12 aprile museo_locBAUMGARTNER
Giorno della Memoria 2023

Giorno della Memoria 2023

Il Museo Biblioteca dell’Attore
partecipa al “Giorno della Memoria”
27 gennaio 2023

Solo il ricordo e la conoscenza
di quanto accaduto può evitare
il ripetersi delle tragedie.

I costumi di Adelaide Ristori. Teatro e alta moda

I costumi di Adelaide Ristori. Teatro e alta moda

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Genova, Palazzo Nicolosio Lomellino
dal 29 settembre 2022 al 22 gennaio 2023

“I costumi di Adelaide Ristori. Teatro e alta moda”

E’ aperta dal 29 settembre a Genova un’importante mostra del Museo Biblioteca
dell’Attore dedicata alla più grande attrice italiana dell’Ottocento, una delle
prime star di tutto il mondo, protagonista sul palcoscenico e nella moda:
Adelaide Ristori. Una vita e una carriera eccezionali,
raccontate attraverso i suoi meravigliosi 
costumi.

Chi la chiamava genio, chi la erigeva a gloria nazionale, chi, come la Regina Vittoria,
l’aveva definita “una cosa sublime” e chi ne elogiava le capacità imprenditoriali: Adelaide
Ristori è stata tutto questo e molto di più.
Nata a Cividale del Friuli 200 anni fa ma del tutto contemporanea, Adelaide Ristori fu la
prima diva e il simbolo del teatro italiano, osannata in tutto il mondo per il suo talento e
la sua capacità di innovare.

Poliedrica, divina, unica: le definizioni si sprecavano per Adelaide Ristori, che riuscì a
diventare, nel 1853, prima attrice assoluta della Compagnia Reale Sarda.
Nel 1855, ormai famosa in patria, fu consacrata come protagonista della scena
internazionale a Parigi. Seguirono tournée a Berlino, Vienna, Londra, Madrid, fino ad
arrivare in Russia, negli Stati Uniti e in Sud America.
Nel 1874 partì per un vero e proprio giro del mondo, un capolavoro artistico,
imprenditoriale e organizzativo, che si concluderà nel 1876, giungendo a toccare, alla fine
della sua carriera artistica, 5 continenti, 33 Stati e 334 città, alcune mai raggiunte prima in
tournée da nessuna compagnia drammatica italiana.

Fu lei stessa a ricordare ogni dettaglio di questo incredibile viaggio: “In questo giro artistico
ho percorso, lo registro a titolo di curiosità, 35.283 miglia di mare, 8.365 di terra. Sono
rimasta 170 giorni in mare. Passai in ferrovia 17 giorni e otto ore. In una parola, partii da
Roma il 15 aprile del 1874 e vi tornai per la via delle Indie a Brindisi il 14 gennaio del 1876:
il viaggio durò quindi 20 mesi e 19 giorni.” (cit. A. Ristori, Ricordi e Studi Artistici, pp. 94 e
106)

Per celebrare il bicentenario della sua nascita, Genova le dedica la mostra “I costumi
di Adelaide Ristori. Teatro e alta moda”, sotto la regia del Museo Biblioteca
dell’Attore, a cura di Livia Cavaglieri, Danila Parodi e Gian Domenico Ricaldone, con il
coordinamento di Paola Lunardini.

La ricorrenza è stata inserita dall’UNESCO nel suo prestigioso programma “Anniversari
2022-2023” ed è uno dei due soli anniversari selezionati, insieme al centenario della nascita
di Pier Paolo Pasolini.

La mostra fa parte di un ampio calendario di eventi e iniziative nell’ambito del progetto
“Adelaide: 200 anni sulla scena”, che comprende lo spettacolo teatrale Lady Macbeth.
Suite per Adelaide Ristori (con Elisabetta Pozzi, regia di Davide Livermore e drammaturgia
di Andrea Porcheddu, produzione Teatro Nazionale di Genova) e il convegno internazionale
Adelaide Ristori e il Grande Attore, a cura delle Università di Genova e Milano-Statale.

Motore del progetto è il Museo Biblioteca dell’Attore (MBA), che conserva
il Fondo Adelaide Ristori, oggetto di un recente riordino promosso dalla Soprintendenza
archivistica e bibliografica della Liguria. Al suo fianco il Comune di Genova, il Teatro
Nazionale di Genova e il Dipartimento di italianistica, romanistica, antichistica, arti e
spettacolo (DIRAAS) dell’Università di Genova, partner d’eccezione per un’iniziativa che
vuole accendere i riflettori sulle diverse anime di Adelaide Ristori: non solo grande attrice,
ma anche ambasciatrice dell’idea risorgimentale ed esempio di imprenditrice,
viaggiatrice, icona di stile.

La mostra è realizzata con la collaborazione dell’Associazione Palazzo Lomellino, con il
contributo di Regione Liguria, Camera di Commercio di Genova, Esselunga – sponsor
istituzionale del Comune di Genova, Fondazione CARIGE. Si ringraziano
la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e l’Associazione per la
Commissione Nazionale UNESCO – Italia Onlus per il contributo offerto a sostegno
dell’iniziativa.

La mostra
Protagonista indiscussa nel teatro, anche nella moda Adelaide Ristori agì come un vero e
proprio motore di cambiamento. È con lei, infatti, che l’abito di scena passa da accessorio a
co-protagonista, diventando strumento indispensabile per la riuscita della performance
artistica.
L’accurata scelta del costume teatrale, disegnato da pittori e artisti e confezionato dalle
migliori sartorie dell’epoca, innalza Ristori a icona di stile e stabilisce un nuovo standard di
realismo storico nella recitazione.

La mostra di Palazzo Nicolosio Lomellino presenta dodici costumi di scena, ai quali
sono affiancati materiali d’archivio (lettere, locandine, manifesti, bozzetti, fotografie),
che fanno parte del Fondo Adelaide Ristori.

Il progetto espositivo accompagna i visitatori nel racconto di quel che è stato il teatro
dell’800 e il ruolo di Adelaide Ristori, che diede alla professione dell’attore una dignità
sociale e culturale mai avuta prima, con una particolare attenzione all’aspetto emozionale.
L’allestimento amplifica la teatralità degli ambienti di Palazzo Lomellino: l’abito di scena
torna a prendere vita in un palazzo nobiliare che con tutta probabilità Adelaide Ristori ebbe
modo di visitare nei suoi soggiorni a Genova.

Il costume teatrale è un oggetto fragile, che raramente sopravvive all’usura, al
deperimento e alla dispersione. Fra le intuizioni geniali della Ristori c’è stata anche quella di
conservare abiti di scena, corredati da pezzi di vestiario sciolti, scarpette, gioielli, ventagli e
oggetti”, spiegano i curatori. “Se già per la rarità del materiale la collezione Ristori
rappresenta un caso eccezionale, la bellezza degli abiti, il pregio delle stoffe, la raffinatezza
delle lavorazioni, la qualità sartoriale complessiva e l’unicità dei pezzi rendono questo
lascito davvero straordinario.”

Adelaide Ristori fu la prima attrice italiana a occuparsi con attenzione e precisione dei propri
costumi, progettandoli essa stessa oppure affidandone la realizzazione a celebri sarti, non
solo teatrali. L’attrice impose l’uso di servirsi di costumi ideati ex novo per ogni spettacolo,
in un’epoca in cui era d’uso riutilizzare gli stessi costumi, con minimi adattamenti, per
spettacoli diversi.

Contribuì al successo del suo stile la scelta di affidarsi a Charles Frederick Worth, primo
stilista ad introdurre le strategie del futuro fashion system, facendo sfilare i modelli in
anticipo rispetto alla stagione avvalendosi di indossatrici e firmando gli abiti, apponendo
un’etichetta con la sua griffe.
Tra gli altri, Adelaide Ristori si avvalse anche di Delphine Baron, figurinista del Teatro
dell’Opéra di Parigi e stilista per Maison Moreau, e del pittore romantico Ary Scheffer.
Adelaide Ristori fu dunque pioniera nel saldare il mondo del teatro con la nascita dell’haute
couture, sistema economico e creativo incentrato sulla riproducibilità dei modelli di sartoria
d’alta qualità.

La sede
Sede dell’esposizione è la dimora edificata tra il 1559 e il 1565 per Nicolosio Lomellino,
esponente di spicco dell’aristocrazia, da Giovanni Battista Castello detto il Bergamasco e da
Bernardino Cantone. Di particolare interesse è la decorazione a stucco cinquecentesca che
modula e arricchisce la facciata e la sequenza di atrio, cortile e ninfeo, quest’ultimo
progettato nel ‘700 da Domenico Parodi.
Nelle sale adibite alla mostra sono visibili gli affreschi di Bernardo Strozzi, realizzati tra il
1623 e il 1624 per il successivo proprietario del palazzo, Luigi Centurione, scoperti solo una
ventina di anni fa.
Palazzo Nicolosio Lomellino è inserito nel sistema dei Palazzi dei Rolli di Genova.

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I costumi di
Adelaide Ristori.
Teatro e alta moda

Palazzo Nicolosio Lomellino, Genova
29 settembre 2022 – 22 gennaio 2023

Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 15:00 alle ore 18:00
Sabato e domenica e festivi: dalle ore 10:00 alle ore 18:00
Chiuso: ogni lunedì e il 25 dicembre 2022

Biglietti
Intero € 8, ridotto € 6, speciale scuole € 3
Per info: tel. 393 8246228
Per prenotazioni gruppi e scolaresche*: lomellino@studiobc.it
* ingressi ogni giorno previa prenotazione alla Segreteria Organizzativa

Mostra del Museo Biblioteca dell’Attore
A cura di Livia Cavaglieri, Danila Parodi e Gian Domenico Ricaldone
Organizzazione: Paola Lunardini
Comitato scientifico: Maria Ida Biggi, Vittoria Crespi Morbio, Bruna Niccoli
Testi di Bruna Niccoli e Livia Cavaglieri

150 anni di Storia del Teatro al Quirino di Roma

150 anni di Storia del Teatro al Quirino di Roma

Lunedì 12 dicembre 2022, ore 17.00
al Museo Biblioteca dell’Attore
Via del Seminario 10, Genova, quarto piano

Presentazione del volume

Il teatro con la Q
150 anni di Teatro Quirino
1871 – 2021

A cura di Elisabetta Centore
Manfredi Edizioni 2021

La Curatrice dialoga con Giulio D’Ascenzo

“Sono passati centocinquanta anni da quando il sipario del Quirino si è alzato la prima volta e le compagnie hanno iniziato a calcarne il palcoscenico; tutti i grandi della scena italiana si sono succeduti con le loro ineguagliabili performance. Grandi regie, grandi protagonisti, grandi autori.”

Elisabetta Centore ha ricostruito con cura, attraverso ricerche approfondite in archivi e biblioteche, le vicende di questo teatro e dei protagonisti che ne hanno fatto la storia.

I grandi attori del teatro italiano ci sono passati proprio tutti!
Da Zacconi a Mastroianni, da De Sica a Dario Fo, da Paola Borboni a Valeria Moriconi,
da Eduardo a Gassman, da Anna Proclemer a Mariangela Melato, ecc. ecc.

Molta la documentazione acquisita dai fondi archivistici conservati
al Museo Biblioteca dell’Attore.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

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