Archive for month: Settembre, 2026

Roberto Iovino racconta “Il mio Brecht”. Omaggio a Marco Sciaccaluga e Milva

Giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Biblioteca dell’Attore, si terrà la conferenza Il mio Brecht. Omaggio a due interpreti: Sciaccaluga & Milva, a cura di Roberto Iovino, storico della musica.

L’incontro, introdotto da Renata Ghiso, è il quinto appuntamento del ciclo La musica e Brecht.

La conferenza propone un percorso personale e critico intorno alla presenza di Brecht nella cultura teatrale e musicale del Novecento, attraverso l’omaggio a due interpreti che hanno attraversato, in modi diversi, l’universo brechtiano: Marco Sciaccaluga e Milva.

Roberto Iovino, nato a Genova nel 1953, è stato docente di Storia della musica presso il Conservatorio “N. Paganini” di Genova, istituto che ha diretto dal 2014 al 2018. Critico musicale, collabora con la Repubblica e con l’ANSA; ha fondato e dirige il giornale online di cultura e spettacolo L’invito.

Tra le sue pubblicazioni figurano numerosi studi dedicati alla musica e al teatro, tra cui Marco Sciaccaluga e il Teatro: vita di un minatore ostinato e Uccidete Calaf! – Articoli, scritti e testi teatrali sulla musica.

Stefano Geraci presenta «Chissà perché». Un itinerario nella drammaturgia di Čechov

Mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Biblioteca dell’Attore, si terrà la presentazione del libro «Chissà perché». Un itinerario nella drammaturgia di Čechov di Stefano Geraci, pubblicato da Bulzoni Editore (2026).

L’autore dialogherà con Alessandro Tinterri, direttore del Museo Biblioteca dell’Attore.

Letture a cura di Enrico Campanati.

Il volume propone un percorso attraverso il mondo letterario e teatrale di Anton Čechov, a partire da un nodo centrale della sua opera: il rapporto tra la scrittura narrativa e la forma drammatica. Čechov non scrisse mai il romanzo che a lungo aveva immaginato, ma i suoi drammi sembrano spesso modellare il tempo e le vite dei personaggi con la profondità e la continuità di un grande romanzo silenzioso. Attraverso racconti, lettere, appunti e materiali teatrali, il libro segue l’evoluzione della scrittura cechoviana fino ai grandi capolavori della maturità: Il gabbiano, Zio Vanja, Tre sorelle e Il giardino dei ciliegi.

Stefano Geraci, già docente di discipline dello spettacolo presso l’Università di Roma Tre, ha lavorato come drammaturgo e docente di laboratori per attori in diversi teatri d’Italia e all’estero.

I classicismi nelle arti del Novecento. Laboratorio Malatestiano alla Rocca di Santarcangelo

Nei giorni 25 e 26 settembre 2026, presso la Rocca Malatestiana di Santarcangelo di Romagna, si è svolto il Laboratorio Malatestiano I classicismi nelle arti del Novecento. Non solo ritorni all’ordine, a cura di Flavia Gherardi, Loretta Innocenti e Massimo Visone.

L’iniziativa, promossa nell’ambito degli studi inter artes, ha affrontato il tema del classicismo novecentesco come fenomeno complesso, non riducibile alla sola formula del “ritorno all’ordine”. Letteratura, teatro, arti visive, musica, cinema e architettura sono stati messi in dialogo per indagare le diverse forme attraverso cui il Novecento ha rielaborato modelli, miti e tradizioni del passato.

Il Laboratorio ha riunito studiosi provenienti da ambiti disciplinari diversi, proponendo un confronto sui molteplici significati assunti dall’idea di “classico” nelle culture europee del primo Novecento: dalla ripresa dei modelli antichi alla loro reinvenzione moderna, dalle forme del neoclassicismo alle pratiche del pastiche, della parodia e della citazione.

Tra gli interventi anche quello di Alessandro Tinterri, direttore del Museo Biblioteca dell’Attore, dedicato ad Alberto Savinio classico sui generis.

La partecipazione al Laboratorio conferma l’attenzione del Museo Biblioteca dell’Attore per i percorsi di ricerca che intrecciano teatro, letteratura, arti visive, musica e cultura del Novecento, in una prospettiva di dialogo con istituzioni, studiosi e centri di ricerca attivi sul territorio nazionale.

Bertolt visto da Giorgio. Il teatro di Brecht al Piccolo Teatro di Milano diretto da Strehler

Dopo la pausa estiva, il Museo Biblioteca dell’Attore riprende le attività con il ciclo La musica e Brecht, dedicato al rapporto tra il teatro brechtiano, la voce, la musica e la scena.


Lunedì 21 settembre 2026 alle ore 17.30 si terrà la conferenza Bertolt visto da Giorgio. Il teatro di Brecht al Piccolo Teatro di Milano diretto da Strehler, a cura di Alessandra Limetti, attrice, critica ed esperta in vocologia artistica.

L’incontro sarà dedicato alla presenza di Brecht nel lavoro di Giorgio Strehler e nell’esperienza del Piccolo Teatro di Milano, uno dei luoghi decisivi per la ricezione e la messa in scena del teatro brechtiano in Italia.

Alessandra Limetti è attrice, giornalista pubblicista, iscritta all’Associazione Nazionale Critici di Teatro ed esperta in vocologia artistica. Collabora con diverse riviste a carattere culturale e con il quotidiano Alto Adige, per il quale cura le recensioni agli spettacoli teatrali.

Introduce Renata Ghiso.

L’appuntamento è il quarto incontro del ciclo La musica e Brecht.

Calendario dei prossimi incontri

Giovedì 1° ottobre 2026
Roberto Iovino
Il mio Brecht. Omaggio a due interpreti: Sciaccaluga & Milva

Giovedì 22 ottobre 2026
Eugenio Buonaccorsi
Parole e musica in Bertolt Brecht

Francesco nella narrazione spettacolare. Teatro, musica e nuovi media // III Rassegna di Teatro Sacro, San Miniato

La Festa del Teatro di San Miniato, giunta quest’anno all’ 80a edizione, si è aperta e chiusa con due spettacoli ispirati alla figura di Francesco di Assisi e al suo messaggio cristiano di pace.

Un appuntamento inevitabile, nell’VIII centenario della morte del Santo, che si rinnoverà con il Convegno dedicato a Francesco nella narrazione spettacolare. Teatro, musica e nuovi media.

Il Convegno nasce con il patrocinio del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che custodisce il Fondo Silvio d’Amico, primo fautore della sanminiatese Festa del Teatro, e dell’Accademia del Subasio di Assisi, che in ottobre organizzerà ad Assisi la prosecuzione del Convegno su San Francesco.

A partire dalle ore 16 di venerdì 18 e a proseguire nella mattinata di sabato 19 settembre si riuniranno a San Miniato studiosi e artisti per riflettere sulle connessioni del santo assisano con le forme più diverse di spettacolo.

Aprirà i lavori Andrea Mancini con una relazione dal titolo Da Copeau a Zanussi e oltre: Francesco alla Festa del Teatro, cui seguirà la relazione di Simone Marchesi, dell’Università di Princeton: Dante e lo spettacolo di Francesco: narrazione, azione, iconografia. L’attore Maximilian Nisi evocherà la sua esperienza sanminiatese con il regista Krzysztof Zanussi, mentre un altro attore, Samuele Chiovoloni, insieme con Fulvia Angeletti, anima del Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi, illustreranno il loro recente spettacolo: Tre studi per una conversione: Weil, Congdon, Fo. A fine serata sarà inaugurato il nuovo museo che Nuovi Orizzonti ha dedicato a San Francesco, con le opere di Dilvo Lotti, Giulio Greco e Tropei, anche autore della monumentale pittura, che il Convento conserva da cinquant’anni e che verrà presentata ai partecipanti al convegno dai due figli di Tropei, Simone e  Maria Serena Marchesi

Nella mattinata di sabato alto e basso si alterneranno con la relazione di Gianni Poli su Il santo di Assisi poesia musica e parole Saint François d’Assise (Jeu radiophonique di William Auguet e Arthur Honegger) e quella di Andrea Scappa San Francesco nel repertorio della Compagnia D’Origlia-Palmi. A concludere due incursioni in territorio cinematografico con Marco Moretti, Il santo senza voce. Francesco e il cinema muto e Alessandro Tinterri, Il santo Francesco secondo il laico Savinio.

L’iniziativa nasce dalla volontà congiunta dell’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, dell’Accademia Properziana del Subasio di Assisi, che a ottobre ospiterà il Convegno sullo stesso tema, in prosecuzione ideale dell’anteprima sanminiatese, e del Museo Biblioteca dell’Attore di Genova, che custodisce il Fondo Silvio d’Amico. Alla sua memoria, “maestro non perduto e non lontano” è dedicata la lapide nella chiesa di San Francesco, affissa nel 1955 all’indomani della sua prematura scomparsa per volontà dell’Istituto del Dramma Popolare, che riconobbe in lui il primo convinto sostenitore dell’iniziativa sanminiatese.

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